Nicolò Ferrari

Nicolò era un ragazzo bravo,educato, con ottimi risultati scolastici ed una grande passione: il Ciclismo.
Aveva esordito nella Società Ciclistica Rubierese dalla categoria Giovanissimi, e poi era passato alla Ciclistica 2000 sempre di Rubiera. Stava affrontando la prima stagione nella categoria esordienti, con ottimi risultati e con una squadra che aveva creato un ottimo gruppo di amici.
Ma a fine giugno dello scorso anno, mentre Nicolò si stava preparando per partecipare ad una corsa ciclistica a Cogruzzo insieme ad alcuni suoi compagni di squadra, poco dopo le 14, aveva iniziato la fase di riscaldamento. Arrivato ad un incrocio il Nicolò è stato travolto da un camion che lo ha colpito lasciandolo privo di sensi a terra. Nicolò troverà la morte poche ore dopo sull’ambulanza nell’ultima sua disperata corsa all’ospedale.
La vicenda giudiziaria non ha ancora chiarito come andarono i fatti, ma questo poco importa, questo non farà tornare Nicolò, quello che resta è il ricordo di un ragazzo bravo, umile e serio,fortemente legato alla famiglia e che si divertiva con i suoi amici in bicicletta.

La notizia della morte di Nicolò Ferrari ha fatto il giro del mondo ciclistico perché fare un giro di ricognizione sul percorso, per studiare le curve, preparare i vari rapporti, è una prassi normale che tutti i corridori amano e devono fare per essere pronti alla gara, ma anche questo tempo in cui i ragazzi girano liberi per il circuito deve essere un tempo sicuro.

Grazie ad alcuni ciclisti appassionati, genitori e amici, e grazie alla forza di Internet è nata “Zona Nicolò” una proposta per mettere in sicurezza i giovani durante il riscaldamento pre-gara. Ancora oggi i ragazzi continuano a riscaldarsi su strade aperte al traffico.

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